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La capacità di utilizzare l'intera estensione del campo visivo

Immagine del redattore: Dott. Simone Ferretti
Dott. Simone Ferretti
4 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Una situazione ad alta velocità che denota un livello di abilità altissimo

A cura del Dott. Simone Ferretti

Del derby di Milano è rimasta, negli occhi degli addetti ai lavori, la parata di pura reazione di Mike Maignan.

Una parata che sembra riflettere un livello di abilità percettiva davvero importante, nella quale notiamo, e possiamo descrivere, una caratteristica determinante, fondamentale negli atleti d'élite, che contribuisce, e non poco, alla gestione di determinate situazioni.

Vediamo i diversi meccanismi visuo-percettivi che entrano in azione.

Step 1: Orientamento dello sguardo e adattamento del posizionamento

Il primo step riguarda meccanismi ormai già conosciuti e che abbiamo analizzato, ovvero l'orientamento dello sguardo alla ricerca del colpitore per preparare l'intervento.

Orientamento che deve avvenire in tempi ridotti per favorire la preparazione dell'intervento e può coinvolgere diversi meccanismi oculomotori, tra cui movimenti saccadici, fissazioni e processi di stabilizzazione dello sguardo.

Step 2: L'impatto e la deviazione

L'allineamento ricercato viene tuttavia compromesso a seguito della deviazione del difensore sulla conclusione.

La deviazione diventa infatti significativa, seppur minima, poiché anche una variazione angolare contenuta può determinare uno spostamento dell'immagine del pallone al di fuori della regione foveale, ovvero la porzione della retina caratterizzata dalla massima risoluzione.

Step 3: Il tentativo di riallineamento

Il sistema visivo può rilevare il cambiamento di traiettoria attraverso circuiti coinvolti nell'elaborazione delle informazioni visive e nell'orientamento visuospaziale. Questo cambiamento può determinare la programmazione di una saccade correttiva, finalizzata al recupero del tracciamento foveale.

Tuttavia, come ipotizziamo in questa situazione, l'elevata velocità dell'azione potrebbe non consentire il completamento di tale processo prima dell'intervento.

Step 4: L'intervento

Quando non è possibile recuperare il tracciamento foveale, il sistema visuomotorio può trovarsi a utilizzare informazioni caratterizzate da una minore risoluzione spaziale.

Questo dipende anche dalla diversa rappresentazione corticale delle regioni retiniche: la fovea beneficia infatti di una maggiore magnificazione corticale rispetto alle regioni periferiche.

Tuttavia, le informazioni extrafoveali possono risultare sufficienti per rilevare variazioni di posizione e movimento del pallone e contribuire all'aggiornamento della risposta motoria.

In questa situazione, ipotizziamo che l'elevato livello di abilità visuomotoria del portiere gli abbia consentito, nonostante la velocità, di coordinare efficacemente l'intervento anche senza recuperare una nuova fissazione foveale stabile, ed è qui che si denota il differente livello di abilità.

Conclusione

La capacità di coordinare efficacemente la risposta motoria anche quando non è possibile disporre di informazioni visive a massima risoluzione rappresenta un aspetto importante della prestazione del portiere.

L'utilizzo delle informazioni extrafoveali può infatti contribuire all'aggiornamento del movimento nelle situazioni in cui la velocità dell'azione non consente un adeguato recupero del tracciamento foveale.

La parata di Maignan offre quindi uno spunto interessante per comprendere come il controllo visuomotorio possa integrare informazioni provenienti da diverse regioni del campo visivo per adattare rapidamente la risposta motoria.

E naturalmente queste capacità percettivo-motorie possono essere sviluppate attraverso l'allenamento.

Vuoi approfondire questi meccanismi e scoprire come integrare il training visivo per migliorare la prestazione dei tuoi portieri?

 
 
 

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