MOVIMENTI OCULARI E RIPERCUSSIONE SPORTIVA
- Dott. Simone Ferretti
- 26 gen
- Tempo di lettura: 2 min
A CURA DEL DOTT. SIMONE FERRETTI

I movimenti oculari rappresentano la modalità con la quale l'atleta crea la possibilità di far entrare l'informazione da elaborare. Possono sembrare elementi dati per scontati ma dietro di essi si nasconde una ripercussione sportiva determinante, per questo motivo rappresentano un target da colpire con l'allenamento per contribuire ad adattarsi a velocità di gioco superiori.
I movimenti oculari che saranno citati per una migliore schematizzazione sono 3.
I movimenti saccadici sono movimenti oculari estremamente rapidi che permettono di spostare velocemente lo sguardo da un punto all’altro del campo visivo. Quanto più questi movimenti sono veloci e precisi, tanto maggiore è il beneficio per la prestazione. La ripercussione sportiva si evidenzia nel fatto che i movimenti saccadici sono determinanti nell’orientare rapidamente l’attenzione da un target all’altro, ad esempio tra pallone, compagni e avversari. Più questo processo avviene in modo rapido e accurato, più precocemente il portiere sarà in grado di ottenere le informazioni essenziali per prendere decisioni efficaci.
I movimenti di inseguimento sono movimenti oculari lenti e continui che permettono agli occhi di seguire un oggetto in movimento, mantenendolo stabile sulla fovea, la parte centrale della retina deputata alla visione più nitida.
Sono movimenti volontari e guidati, in cui la velocità degli occhi si adatta a quella dell’oggetto osservato. La loro funzione è mantenere lo sguardo ancorato allo stimolo in movimento per garantire una visione chiara e stabile. La ripercussione sportiva di un efficace condizionamento di questo tipo di movimenti oculari risiede nel fatto che, quando i movimenti di inseguimento sono funzionali, lo sguardo rimane ancorato allo stimolo rilevante, con minore dispersione attentiva e maggiore stabilità percettiva grazie a un aggiornamento continuo delle informazioni. Al contrario, quando questi movimenti non sono efficaci, per mantenere la messa a fuoco dell’oggetto il sistema visivo ricorre più frequentemente a saccadi correttive.
Il riflesso vestibolo oculare è un meccanismo automatico e involontario che consente di mantenere stabile l’immagine sulla retina durante i movimenti del capo, mentre ad esempio il portiere si muove, attraverso una risposta oculare uguale e opposta (compensatoria) al movimento della testa. La sua funzione è preservare la nitidezza visiva mentre il corpo è in movimento, permettendo allo sguardo di restare ancorato allo stimolo rilevante anche in condizioni dinamiche. La ripercussione sportiva nel condizionare efficacemente il riflesso vestibolo-oculare nel portiere risiede nella capacità di mantenere una visione chiara del pallone e degli avversari durante spostamenti, rotazioni e tuffi, riducendo la perdita di informazione visiva e il ritardo percettivo che comprometterebbero il timing e la precisione dell’intervento motorio. Condizionare questo elemento vuol dire consentire di estrarre più facilmente informazioni.
Dott. Simone Ferretti




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